Con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, in molti Paesi vengono costruiti nuovi data center, in particolare strutture dedicate all’AI. Questi impianti ospitano server, cluster GPU, sistemi di storage e altre apparecchiature necessarie per il calcolo, l’addestramento dei modelli e i servizi di inferenza.
Molte di queste apparecchiature ad alto valore vengono acquistate attraverso catene di fornitura internazionali. Per proteggerle durante trasporto e movimentazione, l’imballaggio svolge quindi un ruolo fondamentale. Grazie alla sua morbidezza, elasticità e capacità di assorbire urti e vibrazioni, l’EPE può essere sagomato in base alla forma dell’apparecchiatura ed è ampiamente utilizzato per server e dispositivi elettronici.

Perché il polietilene espanso dei data center è adatto al riciclo?
La crescita dell’industria AI comporta anche un aumento degli scarti di imballaggio. Durante la consegna, il disimballaggio e l’installazione di server, switch, sistemi di storage e componenti elettronici vengono generate grandi quantità di schiuma PE.
Rispetto ad altri rifiuti plastici, il polietilene espanso proveniente dagli imballaggi elettronici è generalmente più pulito e contiene meno contaminanti. Questo facilita la successiva granulazione e ne migliora l’accettazione da parte dei riciclatori.
Oggi il riciclo polietilene espanso segue una filiera relativamente chiara: il materiale viene prima compattato nel luogo in cui viene generato, poi inviato a impianti di granulazione per produrre PE riciclato, che può essere nuovamente utilizzato per imballaggi, imbottiture e altri prodotti in polietilene.

Un modo efficiente per gestire gli scarti di imballaggio in PE nei data center
Per data center, integratori di server e progetti di infrastrutture AI, una soluzione efficiente e conveniente consiste nell’installare direttamente un compattatore per EPE nel punto in cui si generano gli scarti di schiuma PE, riducendone il volume alla fonte. In questo modo si occupa meno spazio in magazzino, si migliora l’efficienza del trasporto e i blocchi compattati risultano più facili da movimentare, imballare e vendere ai granulatori.
Considerando l’elasticità della schiuma PE e le esigenze del mercato a valle, è preferibile utilizzare un compattatore per polietilene espanso a vite con funzione di termofusione superficiale. Questa soluzione è oggi particolarmente adatta al riciclo polietilene espanso, perché consente di ottenere blocchi più stabili e meglio accettati dal mercato.
Perché la termofusione superficiale rende i blocchi più stabili
Il PE è un materiale elastico: con una semplice compressione a vite, il blocco può tendere a espandersi nuovamente, creando problemi durante lo stoccaggio, il trasporto e la vendita. Per questo, nella zona di uscita viene utilizzato un anello riscaldante che fonde leggermente la superficie del materiale mentre la vite continua a comprimerlo. Dopo il rapido raffreddamento all’aria, si forma così un blocco più compatto e stabile.
Dal punto di vista commerciale, solo la superficie viene sottoposta al trattamento termico, mentre l’interno del blocco viene principalmente triturato e compresso meccanicamente. Il materiale mantiene quindi buone caratteristiche per il successivo riciclo ed è generalmente più facile da valorizzare. Secondo le informazioni raccolte da GREENMAX sul mercato italiano del PE riciclato, i blocchi bianchi possono valere circa 600 €/tonnellata, mentre quelli neri circa 510 €/tonnellata.

Come scegliere il compattatore per EPE più adatto a un data center?
La quantità di schiuma PE prodotta può cambiare molto in base alle dimensioni del progetto, quindi la scelta del compattatore per polietilene espanso deve essere fatta in base al volume reale degli scarti.
Per data center di piccole o medie dimensioni, dove le consegne di apparecchiature non sono continue e la quantità giornaliera di EPE è limitata, GREENMAX può proporre il modello compatto Z-C50. È una soluzione adatta per iniziare a ridurre il volume direttamente in sito mantenendo sotto controllo l’investimento iniziale.
Se al momento non è previsto un progetto interno di smaltimento dei materiali in EPE, GREENMAX può anche aiutare a individuare operatori o centri di riciclo locali che accettano questo tipo di materiale.
Per grandi progetti AI, con consegne frequenti di server e ulteriori ampliamenti previsti, è invece più indicato il GREENMAX Z-C100. La maggiore capacità permette di gestire in modo più stabile quantità crescenti di imballaggi, evitando di dover sostituire o integrare l’attrezzatura poco tempo dopo.

FAQ
1. Gli imballaggi in PE dei data center hanno davvero un valore di riciclo?
Sì. Il polietilene espanso utilizzato per server e apparecchiature elettroniche è spesso relativamente pulito e con poche impurità, caratteristiche apprezzate dagli impianti di granulazione. Dopo la compattazione con un compattatore per EPE, il materiale è più facile da stoccare, trasportare e vendere, e può essere trasformato nuovamente in granuli di PE riciclato.
2. Se il data center produce poco EPE, conviene comunque installare una macchina?
Dipende dal volume degli scarti e dai costi di raccolta. Per quantità moderate può essere sufficiente un GREENMAX Z-C50. Se invece il volume è molto basso e non è ancora previsto un progetto di riciclo polietilene espanso, GREENMAX può aiutare a individuare il centro di raccolta o il riciclatore più vicino che accetta schiuma PE.
