L’inquinamento da EPS nelle zone costiere raramente nasce all’improvviso: è spesso il risultato di un accumulo continuo. Cassette per il pesce, contenitori termici, boe e galleggianti sono ampiamente utilizzati nella pesca, nell’acquacoltura e nella logistica dei prodotti ittici.
Questi manufatti vengono esposti a sole, vento, umidità e acqua salata. Con il tempo possono deteriorarsi, rompersi e disperdersi in piccoli frammenti difficili da raccogliere.
Nelle aree portuali si concentrano pescherie, mercati all’ingrosso, piattaforme della catena del freddo e stabilimenti di lavorazione. Per il trasporto del pesce fresco vengono utilizzate ogni giorno grandi quantità di cassette in EPS. Senza un sistema di raccolta tempestivo, questi rifiuti si accumulano vicino ai moli, ai mercati e lungo la costa. Per questo il recupero cassette in polistirolo per pesce sta diventando sempre più importante.

Perché il polistirolo raccolto in mare è più difficile da riciclare?
Il normale riciclo dell’EPS si basa soprattutto sulla riduzione volumetrica tramite compattazione. I rifiuti provenienti dalle zone costiere, però, presentano condizioni più complesse.
1. Elevato contenuto di acqua e sale
Le cassette per il pesce e i galleggianti sono spesso bagnati e contaminati da sale. Se questi materiali vengono trattati a lungo con una normale pressa per polistirolo, l’umidità può accelerare la corrosione e ridurre la durata dei componenti.
2. Galleggianti grandi e irregolari
Molte boe e strutture galleggianti sono costituite da blocchi voluminosi e di forma irregolare. Non possono essere introdotte direttamente nel compattatore e rendono più complesso anche il riciclo casse polistirolo.
3. Fusione parziale del materiale
A differenza degli imballaggi asciutti, le cassette umide e i galleggianti in EPS sono più adatti alla compattazione meccanica a vite che alla fusione ad alta temperatura.
Durante la pressione continua, tuttavia, la temperatura nella zona di uscita può aumentare e provocare una leggera fusione del materiale. Ciò può ostacolare l’avanzamento dei blocchi e ridurre la continuità del processo.

Una configurazione specifica per gli ambienti costieri
Per rispondere a queste difficoltà, GREENMAX ha adattato la serie Apolo di compattatore di EPS alle esigenze del recupero nelle zone marittime.
1. Struttura in acciaio inox per materiali umidi
La serie Apolo Marine utilizza componenti in acciaio inox per limitare gli effetti dell’umidità e della salsedine sulla camera di compressione e sulle parti della macchina. Questa configurazione è più adatta a un utilizzo continuativo vicino al mare.
2. Taglio a filo caldo per boe e blocchi di grandi dimensioni
La pressa per polistirolo può essere abbinata a un dispositivo di taglio a filo caldo, che riduce boe e grandi blocchi di EPS in pezzi adatti all’alimentazione.
Il filo caldo è un componente soggetto a usura e normalmente viene sostituito ogni due o tre giorni. In presenza di materiale molto umido potrebbe essere necessario cambiarlo quotidianamente. La sostituzione richiede comunque solo pochi minuti.
Questa preparazione semplifica uno dei principali problemi del riciclo casse polistirolo: la gestione di rifiuti voluminosi e irregolari.
3. Raffreddamento ad acqua e rilevamento della fusione
Un sistema di raffreddamento a ricircolo aiuta a controllare la temperatura nei punti più soggetti alla fusione e rende la compattazione più stabile.
La macchina può inoltre essere dotata di un dispositivo di rilevamento del materiale fuso. Durante il normale funzionamento, il blocco compattato avanza e fa ruotare un piccolo disco posto sopra l’uscita. Se il disco smette di girare, significa che il materiale non sta avanzando correttamente e potrebbe essersi verificata una fusione. L’operatore può così arrestare la macchina e controllarla tempestivamente.

Un caso reale di riciclo costiero in Cile
GREENMAX ha fornito una soluzione per il riciclo casse polistirolo a Ecologica, un’azienda cilena specializzata nel recupero di rifiuti industriali, plastiche marine e materiali espansi, con attività in diverse città costiere del Paese.
Il cliente tratta principalmente due tipi di polistirolo espanso: imballaggi in EPS a densità standard e galleggianti più morbidi. Per il progetto è stata scelta la pressa per polistirolo A-C200MS.
I due materiali possono essere lavorati insieme, ma è preferibile separare l’EPS pulito da quello contaminato, così da non ridurre il valore del materiale riciclato.
I blocchi finali misurano circa 380 × 380 mm, hanno una lunghezza di circa un metro e pesano generalmente tra 40 e 50 kg. Queste dimensioni facilitano lo stoccaggio, la movimentazione, il trasporto e la vendita.
Per i riciclatori costieri, l’EPS recuperato non è soltanto un rifiuto difficile da gestire, ma anche una materia prima secondaria commerciabile. Il prezzo indicativo per acquisto polistirolo compattato può raggiungere circa 450 euro per tonnellata, in base alla qualità del materiale e alle condizioni di mercato.

Dal rifiuto costiero a una risorsa riciclabile
Per le aziende situate lungo le coste, il riciclo casse polistirolo può essere gestito in modo più efficiente con un compattatore di EPS configurato per materiali umidi, salini e voluminosi.
La soluzione deve resistere alla corrosione, preparare boe e galleggianti di grandi dimensioni e controllare il rischio di fusione durante la compressione.
In questo modo, il recupero cassette in polistirolo per pesce e dei galleggianti contribuisce non solo a migliorare l’ambiente costiero, ma anche a trasformare un rifiuto disperso e ingombrante in una risorsa riciclabile con valore commerciale.



