Un compattatore per polistirolo mobile permette a più cantieri di condividere una soluzione per valorizzare i rifiuti EPS

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Nel settore edile italiano, il polistirolo espanso, cioè l’EPS, non viene utilizzato solo come materiale da imballaggio. È molto presente nei sistemi di isolamento a cappotto, nel cappotto termico, negli strati isolanti di coperture e pavimenti, negli impianti di riscaldamento a pavimento e nelle strutture alleggerite in calcestruzzo. Si tratta di una fonte di rifiuto EPS spesso sottovalutata.

Durante i lavori, il taglio dei pannelli, gli sfridi di posa, la rimozione di vecchi sistemi isolanti e le attività di fine cantiere possono generare grandi quantità di ritagli e lastre EPS non più utilizzabili. In molti cantieri, però, questi materiali vengono ancora conferiti insieme ai rifiuti edili misti.

Un cantiere di medie dimensioni per isolamento a cappotto può installare ogni giorno centinaia di metri quadrati di pannelli EPS. Anche se solo il 3%–5% del materiale diventa scarto a causa di tagli, adattamenti alla struttura o danni ai pannelli, in poco tempo si possono accumulare diversi metri cubi di polistirolo espanso.

A Milano, Roma, Torino, Bologna e in molte altre città italiane, gli interventi di riqualificazione energetica, ristrutturazione e isolamento termico continuano a sostenere l’uso di EPS in edilizia. Per imprese edili e applicatori di sistemi isolanti, la gestione degli sfridi EPS è quindi un problema concreto.

rifiuti edili in EPS

Il valore degli sfridi di polistirolo espanso è spesso sottovalutato

In passato, il metodo più comune per gestire gli sfridi di polistirolo espanso era semplice: buttarli via o pagare un servizio esterno per il ritiro e lo smaltimento. Se il trasporto avviene con camion propri, il costo può arrivare a circa 120 euro a viaggio; se viene affidato a terzi, può diventare una voce di spesa ancora più pesante. Per questo molti costruttori considerano l’EPS un rifiuto ingombrante, leggero e senza valore.

In realtà, dopo la compattazione, i blocchi di polistirolo espanso possono essere venduti nel mercato del riciclo di polistirolo europeo e internazionale, con valori che possono raggiungere circa 650 USD/tonnellata, a seconda di qualità, quantità e condizioni di mercato. Continuare a pagare per il ritiro significa quindi rinunciare a un possibile ricavo da materiale riciclabile.

Inoltre, l’accumulo di EPS in cantiere peggiora l’ordine operativo. Essendo molto leggero, il materiale può essere disperso dal vento e finire nei passaggi, nelle aree di drenaggio, nelle zone di armatura o nei cumuli di rifiuti edili, aumentando il lavoro di pulizia e compromettendo l’immagine del cantiere.

compattatore per polistirolo

Compressione della schiuma EPS: trasformare il rifiuto in risorsa

In Italia, le richieste di separazione e recupero dei rifiuti da costruzione e demolizione stanno diventando sempre più importanti. I rifiuti EPS generati nei cantieri devono essere gestiti correttamente come parte dei rifiuti da costruzione e demolizione, evitando il conferimento indiscriminato nei rifiuti misti.

In particolare, nei lavori pubblici e nei progetti di edilizia sostenibile, i criteri CAM Edilizia danno maggiore attenzione al recupero dei materiali, al contenuto riciclato e alla gestione dei rifiuti in cantiere. Per imprese edili, applicatori di cappotto e riciclatori, prepararsi a riciclare EPS è ormai una scelta pratica per ridurre i costi e migliorare la conformità.

Le imprese non devono necessariamente costruire da sole un’intera filiera di riciclo. Il passaggio chiave è più semplice: separare il materiale EPS, comprimerlo e consegnarlo a impianti di granulazione, riciclatori o a GREENMAX. In pratica, con un compattatore per polistirolo professionale, gli sfridi vengono trasformati in blocchi compatti e vendibili.

blocchi di polistirolo compattati a freddo

Perché una soluzione mobile è più adatta al riciclo di polistirolo in edilizia?

Il settore edile ha una caratteristica precisa: i cantieri sono distribuiti sul territorio e i progetti hanno una durata limitata. Una volta terminato un lavoro, quel cantiere non continuerà a produrre grandi quantità di polistirolo espanso. Installare una macchina fissa in un singolo cantiere può quindi ridurre il tasso di utilizzo e rendere meno stabile il ritorno dell’investimento.

Una bricchettatrice polistirolo mobile è invece più adatta a questo scenario. Installando l’attrezzatura su un camion o su un rimorchio, la macchina può spostarsi da un cantiere all’altro ed eseguire la compressione della schiuma EPS dove il materiale viene effettivamente generato. Dopo aver completato il lavoro in un cantiere, il sistema può passare direttamente al progetto successivo.

Per le imprese che gestiscono più cantieri durante l’anno, una soluzione mobile permette di condividere lo stesso sistema di recupero tra diversi progetti. In questo modo si aumenta l’utilizzo della macchina e si riduce il costo di gestione dei rifiuti per singolo cantiere.

Anche i fornitori di materiali, i produttori di blocchi EPS, i distributori edili e i centri logistici possono adottare questo modello. Oltre a vendere pannelli o materiali isolanti, possono offrire un servizio di “fornitura + recupero”: a fine progetto raccolgono sfridi e pannelli danneggiati, li compattano e li rivendono come materia prima riciclabile. Così migliorano il servizio al cliente e creano una nuova fonte di margine.

bricchettatrice polistirolo

A-C50 o M-C50: quale soluzione mobile scegliere?

Per una soluzione mobile, le macchine più adatte sono spesso i modelli compatti GREENMAX A-C50 o M-C50.

A-C50 è un compattatore per polistirolo a freddo. Lavora tramite frantumazione e compressione a vite, raggiungendo un rapporto di riduzione fino a 50:1 con consumi energetici più bassi. Poiché non utilizza alta temperatura, il materiale mantiene meglio le proprie caratteristiche fisiche e può essere più apprezzato dai riciclatori per successive lavorazioni di granulazione.

M-C50 è invece una macchina a fusione termica. Comprime il materiale con un rapporto fino a 90:1 ed è molto semplice da usare: bastano controllo della temperatura e pulsanti di avvio/arresto. È adatta anche a operatori con poca esperienza meccanica, come autisti o personale di cantiere impegnato in attività mobili di riciclo di polistirolo. L’elevata riduzione di volume rende inoltre i blocchi più convenienti per trasporto su lunga distanza o vendita a mercati più lontani.

blocchi EPS densificati a caldo

Migliorare la qualità dei blocchi parte dalla selezione in cantiere

Poiché in cantiere sono presenti molti materiali diversi, prima della compattazione è consigliabile separare il polistirolo espanso da terra, cemento, metalli, legno, nastri adesivi e altre impurità.

Un EPS più pulito e omogeneo si compatta meglio e produce blocchi più stabili. Questo facilita lo stoccaggio, il trasporto e l’accettazione da parte dei riciclatori, migliorando anche il possibile prezzo di vendita.

GREENMAX, come fornitore di soluzioni per il riciclo di polistirolo, offre diversi modelli di compattatore per polistirolo e progetti personalizzati. Inoltre, grazie ai propri canali di riutilizzo del materiale,GREENMAX collega compressione, recupero e nuove applicazioni, come profili, cornici e prodotti plastici riciclati, contribuendo alla costruzione di un ciclo più chiuso per l’EPS.

GREENMAX

I rifiuti EPS da cantiere non devono essere solo un costo di smaltimento. Con una bricchettatrice polistirolo mobile, le imprese possono trasformare gli sfridi dispersi nei cantieri in blocchi compatti ad alto valore, venderli a GREENMAX o ad altri riciclatori e ridurre allo stesso tempo costi di ritiro, volume occupato e pressione gestionale.

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