Nell’industria lattiero-casearia lo scarto è quotidiano
Nel comparto dei latticini i difetti di riempimento, le chiusure o le etichette errate, le confezioni danneggiate e i prodotti in scadenza o scaduti si generano quasi ogni giorno. Sembrano soltanto rifiuti. Contengono invece due materiali recuperabili: la vaschetta e il suo contenuto.
Una figura imprenditoriale dedicata a questa filiera si è ormai affermata in Europa e in Nord America. Si tratta di imprese che separano l’alimento dall’imballaggio per evitare che materiali di valore finiscano in discarica, avviando l’organico verso aziende agricole, compostaggi e impianti di digestione anaerobica e curando al tempo stesso il riciclo vaschette per alimenti. In Italia il contesto è maturo: le vaschette per alimenti rientrano nel circuito COREPLA, mentre i prodotti scaduti di origine animale seguono il Regolamento CE 1069/2009 come sottoprodotti di categoria 3.

Che cosa diventa l’imballaggio — e che cosa il contenuto
Per le vaschette lo schema è consolidato. I materiali più diffusi, PP, PS e PET, tornano materia prima seconda sotto forma di granuli (rPP, rPS, rPET) per vassoi, cassette, vasi e componenti di vario genere; in alcune realtà alimentano applicazioni in composito o legno-plastica.
Lo yogurt separato è un organico ad alto contenuto d’acqua. La destinazione più naturale è la digestione anaerobica, con produzione di biogas e digestato, particolarmente accessibile nelle regioni del Nord dove gli impianti sono più concentrati; il compostaggio e, dove la normativa lo consente, l’impiego zootecnico completano il quadro.

Il costo reale dello svuotamento manuale
All’inizio molte aziende procedono a mano: si taglia, si rovescia, si risciacqua, si separa, si insacca. I limiti emergono presto. Le vaschette sono piccole e numerose, e una giornata di lavoro copre a malapena qualche bancale. Lo yogurt è denso, schizza e lascia residui, sicché pavimenti e macchinari circostanti si sporcano in fretta. Le vaschette non compattate viaggiano piene d’aria: il camion del recupero si riempie a metà e il costo del trasporto a carico sale. Ai residui si aggiungono poi odori, percolati e insetti, con tutto ciò che ne consegue in termini di igiene e di controlli.
Non sorprende, dunque, che cresca la domanda di una pressa strizzatrice capace di standardizzare separazione, raccolta dei liquidi e compattazione degli imballaggi.

La soluzione per il riciclo vaschette per alimenti: una macchina, tre operazioni
Per gli imballaggi alimentari ancora pieni di liquido, la macchina per svuotare e compattare bottiglie e vaschette GREENMAX porta a termine lo svuotamento e lo smaltimento di bottiglie e lattine piene in modo continuo e controllato.
1. Recupero e smaltimento prodotti scaduti senza passaggi manuali. Le vaschette entrano nell’impianto; imballaggio e liquido interno vengono separati, e il prodotto è convogliato nella vasca di raccolta, riducendo travasi e pulizie a mano.
2. Disidratazione fino al 90%. La pressione continua della coclea espelle il liquido residuo e lo raccoglie, alleggerendo la fase di trattamento dell’organico e restituendo imballaggi più puliti e più facili da avviare al riciclo vaschette per alimenti.
3. Compattazione fino a 10:1. L’imballaggio separato resta sotto la pressione della coclea e ne esce compatto: insaccaggio, carico e trasporto diventano più efficienti. Lo stesso vale per lo smaltimento di bottiglie e lattine piene — si smette di trasportare aria e si comincia a trasportare materiale.

Un’area di lavoro più ordinata: liquidi in tubazione, imballaggi in contenitore
Oltre a efficienza e costi, pesa l’igiene dell’area di lavoro. Nella soluzione GREENMAX lo yogurt attraversa tubazioni chiuse dalla vasca di raccolta fino al serbatoio IBC o alla cisterna, senza travasi intermedi né schizzi; le vaschette compattate finiscono direttamente in sacco o in cassone, senza dispersioni. L’intero ciclo di recupero e smaltimento prodotti scaduti assume così la forma di una raccolta in circuito chiuso, più semplice da mantenere pulita e ordinata.

Più tipi di scarto alimentare, un solo impianto
La pressa strizzatrice non si limita alle vaschette di yogurt. Bottiglie PET, lattine e confezioni in cartone per bevande passano nello stesso impianto; a cambiare sono la pressione, il ritmo di alimentazione e le impostazioni di scarico dei liquidi. GREENMAX preimposta e collauda queste configurazioni prima della consegna, quindi in produzione basta selezionare la modalità dal pannello: la macchina per svuotare e compattare bottiglie e vaschette entra in esercizio senza lunghe messe a punto.
Difetti di riempimento, etichette sbagliate, confezioni danneggiate, yogurt scaduto: la risposta non sta nel personale aggiuntivo, ma in un processo standardizzato di svuotamento, raccolta e compattazione. Un impianto che separa imballaggio e liquido, convoglia il prodotto nei contenitori giusti e riduce il volume fino a 10:1 rende il riciclo vaschette per alimenti un’operazione di linea, replicabile alla scala necessaria. E quello che era uno scarto da gestire finisce per nutrire, in senso letterale, il comparto agricolo e quello del recupero.
