Riciclo del polistirolo in Europa: perché un compattatore è fondamentale e da dove proviene la schiuma
Nel linguaggio quotidiano, il termine “styrofoam” viene spesso utilizzato per indicare il polistirolo espanso,
in particolare l’EPS (Expanded Polystyrene), ampiamente impiegato negli imballaggi e, in alcuni casi,
nell’isolamento edilizio.
In Europa, la vera sfida non è stabilire se questo materiale sia riciclabile,
ma se possa essere raccolto e trasportato in modo sufficientemente efficiente da rendere il riciclo economicamente sostenibile.
Il polistirolo è composto in gran parte da aria. Quando viene gestito in forma sfusa,
riempie rapidamente i contenitori, aumenta la frequenza dei trasporti
e spesso viene considerato un rifiuto “troppo voluminoso” per essere recuperato.
È proprio qui che un compattatore per polistirolo cambia radicalmente lo scenario:
riducendo il volume e trasformando la schiuma in blocchi ad alta densità,
consente di abbattere i costi logistici, migliorare la sicurezza nello stoccaggio
e garantire ai riciclatori un flusso di materiale più pulito e costante.
Dati europei: progressi concreti, ma forti differenze tra Paesi
I dati di settore mostrano che in Europa sono stati compiuti progressi significativi,
ma con forti differenze tra i singoli Paesi.
Secondo EUMEPS, nel 2019 in Europa sono state raccolte circa 507.000 tonnellate di rifiuti in EPS provenienti da imballaggi e dal settore delle costruzioni.
Gli imballaggi rappresentavano la quota dominante, con il 73% del totale.
Nello stesso periodo, il tasso complessivo di riciclo dell’EPS in Europa era pari al 30%,
con il 38% per gli imballaggi e circa il 10% per le applicazioni edilizie.
Questi numeri spiegano chiaramente perché la compattazione sia così diffusa:
quando si gestisce un materiale leggero su scala continentale, la logistica diventa spesso il fattore decisivo tra il riciclo e lo smaltimento.
Il ruolo chiave degli imballaggi nel riciclo del polistirolo
Le performance nazionali variano in modo significativo,
ma il flusso degli imballaggi guida generalmente i risultati,
poiché è più pulito e più facile da separare.
Nel 2019, EUMEPS ha evidenziato tassi particolarmente elevati di riciclo degli imballaggi in EPS
in diversi Paesi europei, tra cui:
Portogallo (83%), Norvegia (76%), Danimarca (60%) e Paesi Bassi (59%).
Austria e Regno Unito hanno raggiunto il 56%, mentre Irlanda e Belgio il 52%.
Questi dati dimostrano che il riciclo del polistirolo in Europa
non segue un unico modello,
ma dipende fortemente dai sistemi di raccolta,
dai mercati di sbocco e dalla gestione del materiale voluminoso alla fonte.
Il caso della Germania: perché la qualità del flusso è determinante
La Germania offre un esempio particolarmente istruttivo.
Secondo un’indagine Conversio/IVH riportata da BKV,
nel 2021 sono state generate circa 70.000 tonnellate di rifiuti da imballaggi in EPS,
suddivise tra flussi domestici e industriali/commerciali.
Il tasso di riciclo degli imballaggi in EPS provenienti da attività industriali e commerciali
ha raggiunto l’83%, mentre solo il 6% (circa 2.000 tonnellate)
degli imballaggi domestici è stato riciclato.
La principale causa è la mancanza di una cattura sistematica
nei circuiti di raccolta degli imballaggi leggeri.
Nello stesso periodo, il tasso di riciclo dei rifiuti EPS da costruzione
ha raggiunto il 65,8%.
Il messaggio è chiaro: flussi di polistirolo più puliti e meglio selezionati
hanno molte più probabilità di essere riciclati,
e la compattazione aiuta a mantenerli gestibili e di qualità.
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Da dove proviene il polistirolo in Europa?
La principale fonte di polistirolo in Europa rimane il settore degli imballaggi.
Secondo EUMEPS, la crescita è stata trainata in particolare
dal trasporto alimentare, inclusi i contenitori per il pesce.
Anche gli imballaggi protettivi per apparecchiature tecniche ed elettroniche
rappresentano una fonte costante e significativa.
Il settore delle costruzioni contribuisce inoltre con sfridi di installazione
e, sempre più spesso, con rifiuti da demolizione,
in un contesto di ristrutturazioni energetiche e riqualificazioni edilizie.
Poiché queste fonti sono spesso concentrate in porti,
centri di distribuzione alimentare, stabilimenti industriali
e cantieri edili, posizionare un compattatore per polistirolo
vicino al punto di generazione può migliorare rapidamente i tassi di intercettazione.
Un esempio pratico: il caso della Spagna
Un esempio concreto proviene dalla Spagna.
GREENMAX documenta come C.T.C. Servicios Ambientales,
azienda spagnola di gestione dei rifiuti,
abbia riscontrato una crescente domanda di servizi
per lo smaltimento del polistirolo da parte di grandi clienti,
come le catene di supermercati.
Per aumentare l’efficienza del riciclo,
C.T.C. ha adottato la soluzione GREENMAX,
investendo in ulteriori attrezzature,
tra cui un compattatore per polistirolo A-C300 dotato di funzioni come il taglio automatico.

Dal punto di vista operativo,
una configurazione di questo tipo consente al raccoglitore
di accettare maggiori volumi di polistirolo,
stoccare blocchi ad alta densità anziché imballaggi sfusi
e trasportare più valore per ogni carico,
trasformando un rifiuto ingombrante e costoso
in un flusso di materiale commerciabile.
In definitiva, le prestazioni del riciclo del polistirolo in Europa
dipendono da due fattori fondamentali: una raccolta affidabile e un trasporto economicamente sostenibile.
I dati dimostrano che, laddove i sistemi sono ben strutturati,
è possibile raggiungere elevati tassi di riciclo,
soprattutto per gli imballaggi in EPS più puliti.
Sul campo, un compattatore per polistirolo rappresenta spesso la leva più semplice ed efficace:
una volta eliminata l’aria,
l’intera catena del riciclo diventa molto più facile da gestire.



